
L'importante è non farsi prendere dal panico. Basta capire che le situazioni cambiano, che le necessità non possono essere sempre le stesse, che il tempo passa.
Passa per Cacile, che dà l'addio alla match point per la più significativa esperienza da tirocinante alla farmacia Galeno. L'aspettano 750 ore. Uno sproposito. Ha affermato che ora dovrà risparmiare e per farlo è disposta a pranzare all'università con dei panini portati da casa: "Userò il panbauletto che resta più morbido" specifica.
Passa per Gozzy, che adesso più che mai è
de Roma, che gira
pè Roma, che passa il fine settimana a Roma con la Chiara, che gioca a calcetto in qualche campo
de Roma, che impara il dialetto
de'a Capitale.
Passa per Focaia, che prima è timido; poi è timido, ma inizia ad imitare, per la gioia dei suoi compagni di vacanza riminesi, la voce di Bubu; poi comincia a sfasciarsi d'alcool; quindi importuna tutte le donne; infine, esce con quelle stesse donne di sabato, e se ne frega degli amici.
Passa per il Pampa, e grazie a Dio passa in fretta, perchè non ne può più di gesso e stampelle e di somigliare a Hugh Laurie.
Passa per Trippa, che trascorre due notti a Bologna in compagnia di Sternardi, pagandone soltanto una, a far l'amore ed a chiedersi come mai quando c'era andato lui, a Roma, la gente aveva storto il naso, e invece adesso che ci vanno tutti gli altri, deve accettare insulse manifestazioni d'entusiasmo.
Passa per il Meuri, che vede i suoi amici invecchiare e perdere colpi.
Passa per Rigby, che si trasferisce per appena 5 anni a Springfield affermando di "non temere una nuova Cernobyl".
Passa per il sottoscritto, che dal 15 marzo prossimo tornerà a vivere sulla Cassia, a poche centinaia di metri dalla casa in cui ha trascorso i primi tre anni della sua esistenza. Lungo quella via, nei primi mesi del 1978, l'alfa giulia dei miei genitori veniva fermata da una pattuglia di carabinieri che gli chiedevano di accostare e fermarsi. Erano i giorni del sequestro Moro. Io me ne stavo nella culla sul sedile posteriore. Mio padre scendeva, mostrava i documenti e la patente, mentre Morena era costretta a prendermi in braccio per dimostrare di non nascondere una pistola sotto il cuscino e la copertina del pupo.